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Le origini
E' il 1873. A Pescia, centro toscano famoso per la coltivazione di fiori
e piante, il Cavalier Ferruccio Marchi apre una piccola industria, dove
vengono trattate le ossa animali per la produzione di colla per falegnameria
e di fertilizzanti.
Negli anni immediatamente successivi, l'attività subisce un forte
sviluppo con la produzione di perfosfato minerale, ottenuto attraverso
il trattamento delle fosforiti americane con acido solforico.
I figli di Ferruccio, Carlo e Giulio Marchi, si affiancano al padre
nella conduzione dell'azienda, che ormai sta assumendo una connotazione
più moderna e adatta alle specifiche richieste del mercato dei
fertilizzanti. In quest'ottica, viene attivato, nel 1900, lo stabilimento
di Marano Veneziano per la produzione di fertilizzanti chimici e, successivamente,
di anticrittogamici.
La scelta della collocazione geografica è determinata sia dalla
facilità di approvvigionamento delle materie prime mediante ferrovia
e canali navigabili, sia dalla vicinanza di grosse aree agricole di
consumo.
Nel 1910 la Marchi si assicura, attraverso la coltivazione della miniera
di Ravi, in provincia di Grosseto, il rifornimento di pirite, che all'epoca
era la materia prima essenziale per la produzione dell'acido solforico.
Nel 1923 sorge, nel porto di Livorno, un'altra fabbrica per la produzione
di acido solforico e perfosfato minerale. |



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Il
presente
Attualmente l'attività chimica della Marchi è concentrata
nello stabilimento di Marano Veneziano, dove sono stati realizzati due
impianti per la produzione di solfato di potassio e acido cloridrico,
un impianto per la produzione di acido solforico da zolfo elementare,
ottenuto mediante processo catalitico a contatto e, caso unico in Italia,
un impianto per la produzione di acido solforico di elevata purezza:
il "reagent grade" o "puro per analisi". A questi
impianti si affiancano quattro linee produttive di FLOMARâ, un
flocculante per il trattamento e la chiarificazione delle acque, una
linea per la produzione di intermedi granulari e una linea automatica
per il confezionamento di elettrolita per accumulatori.
Lo stabilimento che insiste su un'area di 140.000 mq copre attualmente
una superficie produttiva di circa 70.000 mq in una zona che ha mantenuto
intatte le proprie caratteristiche fisiche.
L'area circostante è infatti costituita da una vasta estensione
della tipica campagna veneta, percorsa nel tratto più vicino
al mare da una fitta rete di canali. L'insediamento delle strutture,
avvenuto nell'arco di un secolo, si è sviluppato in modo razionale.
Per la parte più antica, ancora parzialmente attiva, è
allo studio un progetto di recupero che la vedrà elevata al ruolo
di testimonianza di una evoluzione strettamente legata al lavoro dell'uomo.
I vecchi capannoni, con la singolare struttura in legno a capriate,
perfettamente conservata, sono di per sé uno splendido esempio
di archeologia industriale. La parte più recente dello stabilimento
nell'ultimo decennio è stata ampliata e potenziata per poter
accogliere nuove iniziative industriali nel rispetto dell'ambiente circostante.
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Il
futuro
Forte di strutture produttive moderne e funzionali, il gruppo Marchi
negli ultimi anni ha dispiegato un tenace impegno nella ricerca, finalizzata
al miglioramento ambientale.
La Marchi industriale si è specializzata nella fabbricazione
di prodotti per il trattamento delle acque.
Esempio ne è il FLOMAR®, flocculante inorganico liquido,
completamente miscibile in acqua, che ha come principio attivo un complesso
polimerico di ioni idrossi-alluminio. Viene impiegato per il trattamento
di acque industriali, di scarichi urbani, nei processi di flottazione,
nella filtrazione di fanghi, e nei processidi chiari-flocculazione in
genere; l'elevata purezza combinata ad alta basicità rende tale
policloruro di alluminio particolarmente adatto nel settore della potabilizzazione
di acque superficiali e sotterranee. |
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